CINEMA RONDINELLA

RICHIEDILA

SOCIAL NETWORK

NOI SIAMO QUI

IL CALENDARIO







 

SPETTACOLO TEATRALE
MALAcosa presenta:
CANTO AZZURRO
di e con Francesca Contini e Massimiliano Toffalori
MERCOLEDÌ
04 Novembre
19.00
Posti limitati
con prenotazione obbligatoria
GIOVEDÌ
26 Novembre
19.00
Posti limitati
con prenotazione obbligatoria

di e con
Francesca Contini e Massimiliano Toffalori

musiche
Massimiliano Toffalori

scene
Enzo Contini e Mirto Pesavento





 

In ogni canzone c'è distanza.
La canzone non è distante, ma la distanza è uno dei suoi ingredienti,
così come la presenza è un ingrediente di qualsiasi immagine grafica.
È stato vero fin dalla prima canzone e dalla prima immagine.
La distanza separa o può essere attraversata per provocare un ricongiungimento.
Tutte le canzoni parlano in modo implicito (e spesso esplicito) di viaggi.

John Berger, Il corpo delle canzoni

Una donna nerovestita e seria, una giovane schiava muta e una mendicante, tessono la trama del destino che accompagnerà l’avventura di sette mercanti che, intraprendendo un viaggio volto alla razzia di tesori materiali e umani, pagheranno con la propria vita la loro avidità.
Donne inizialmente spaventate dalla brutalità degli sconosciuti che invadono le loro terre ma in grado di muovere correnti sotterranee e magiche, distanti dalla logica del guadagno e impregnate di una forza che, travalicando i margini della storia, giunge fino a noi attraverso il loro canto.

Il pubblico ha di fronte un uomo e una donna seduti. Lui ha al suo fianco una chitarra, che ancora non tiene imbracciata, lei una valigia. I loro sguardi inizialmente sono fissati su una distanza ma lei, ad un tratto, comincia a cantare. Poi uno sguardo viene gettato sul pubblico e la consapevolezza è che lo spettacolo, ancora una volta, deve cominciare. Sono una coppia? Sono commedianti? Sono cantanti?

Canto Azzurro è contenuto all’interno di due canti, uno berbero e uno irlandese, che lo aprono all’esterno in un racconto di vie di mare che, percorse da avidi mercanti europei, giungono fino a noi, donne e uomini del presente. La riscrittura drammaturgica trae spunto dal racconto Conte Bleu di Marguerite Yourcenar e lo travasa in versi che ricordano le celebri chanson de geste con cui l’occidente ha glorificato le proprie crociate. Oggi, però, la dimensione epica ed eroica di questa narrazione che separa nettamente il bene e il male, il nostro Dio e il loro Dio, crolla per lasciare spazio a un’incertezza che sta a noi abitare con le nostre domande: cosa abbiamo ricevuto in eredità dalla nostra storia? Con cosa possiamo addolcire lo spazio vuoto che si crea tra noi e l’altro? Ci viene in aiuto una bellissima poesia di che recita così:

“Nel mondo ci sono i suoni”.
Ah sì?
E qualcosa li accoglie
e li abbandona?
Vie di mare,
perdute e abissali.
L'universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa così:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l'altro.
Chandra Livia Candiani, Nel mondo ci sono i suoni
 


CINEMA RONDINELLA
Viale Matteotti 425 - Sesto San Giovanni (MI)
tel 02.22.47.81.83 - fax 02.24.41.07.09
Per ricevere la newsletter settimanale CLICCA QUI
PRIVACY POLICY