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EVENTO SPECIALE
DEANDRÉ#DEANDRÉ-
STORIA DI UN IMPIEGATO
di Roberta Lena, Italia, 2021, 1h36
con Cristiano De André, Dori Ghezzi, Filippo De Andrè
EVENTO SPECIALE, FUORI CONCORSO, ALLA 78. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2021).

MARTEDÌ
26 Ottobre
15.30 Proiezione unica
intero € 10,00 – ridotto € 8,00
GIOVEDÌ
28 Ottobre
15.30 - 21.15
intero € 10,00 – ridotto € 8,00



CREDITS
Titolo Originale:
DeAndré#DeAndré Storia di un impiegato
Regia:
Roberta Lena
Attori:
Cristiano De André, Dori Ghezzi, Filippo De André
Soggetto:
Roberta Lena
Sceneggiatura:
Alfredo Covelli, Roberta Lena
Fotografia:
Martino Pellion Di Persano, Tommaso Montaldo - (drone e seconda camera), Fabio Tulli - (riprese subacquee)
Montaggio:
Claudio Cormio
Costumi:
Anna Bonardello - (per "Al ballo mascherato")
Effetti:
Emanuele Segre, Domenico De Fazio, Anna D'Urbano, I Cammelli S.A.S.
Suono:
Alessandro Bonfanti - (montaggio), Claudia Curreli - (fonico), Marco Montano - (fonico), Valerio Brini - (mix)
Paese:
ITALIA - 2021
Durata:
95 Min
Produzione:
ETTORE CARETTA PER INTERSUONI, DORI GHEZZI PER NUVOLE PRODUCTION, FRANCO DI SARRO PER NEXO DIGITAL
Distribuzione:
NEXO DIGITAL
 

Il film si basa sul concerto/spettacolo del concept-album di Fabrizio De André che il figlio Cristiano - apprezzato sullo stesso palco sia dal pubblico che dal padre Fabrizio - ha sapientemente riarrangiato e portato in tour con grande successo per due anni. Alla base di "DEANDRÉ#DEANDRÉ Storia di un impiegato" ci sono musica, documenti inediti e la partecipazione esclusiva di Cristiano De André, Dori Ghezzi e Filippo De André. La regista Roberta Lena (già autrice dello spettacolo/concerto) indaga, attraverso la memoria di Cristiano, il suo rapporto col padre, fornendoci uno sguardo diverso sul grande cantautore e una visione contemporanea di un'opera che rappresenta un'eredità artistica e politica per ognuno di noi. Dal fulcro dell'opera, vengono svelati le memorie mai confessate, i sentimenti che hanno ispirato la creazione, la comunità di artisti e amici che sono diventati famiglia: i grandi artisti di quel tempo che riempivano la casa di Portobello in Sardegna, dove l'album è stato in parte concepito e che circondavano il bambino Cristiano. Nel film tutte le vicende di Faber, filtrate dalla memoria del figlio, appaiono improvvisamente arricchite, approfondite dal più forte dei legami, fino a diventare un racconto completamente inedito, per contenuti e carica emotiva. Una sorta di biografia, attraverso il rapporto speciale tra padre e figlio, del loro comune sentire, del loro comune pensiero sociale, delle sofferenze condivise, fino ad arrivare a un riconoscimento totale e alla simbiosi, al passaggio di testimone, all'eredità. "Voi non avete fermato il vento gli avete fatto perdere tempo" diceva Fabrizio De André rivolto al potere parlando di cosa era rimasto del '68. E aggiungeva che la creazione dell'album "Storia di un impiegato" - scritto nel 1973 con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani - gli aveva fatto compiere la sua più grande rivoluzione: "Già è stato difficile da borghese diventare anarchico, ma il vero lavoro è stato da individualista diventare collettivista". Per questo, il film esplora il conflitto atavico che è stata la rivoluzione di Fabrizio e che è diventata quella di Cristiano, con uno sguardo ai nuovi movimenti sociali del mondo in quegli anni e a quelli del mondo contemporaneo.

L'omaggio musicale e personale di un figlio all'eredità politica e umana di un grande cantautore, testimonianza di un rapporto d'amore profondo.
 


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