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L’INTRUSA
di Leonardo Di Costanzo, Italia, 2017, 1h35.
Con Anna Patierno, Gianni Vastarella, Marcello Fonte, Martina Abbate, Raffaella Giordano
SELEZIONATO ALLA 49. QUINZAINE DES RÉALISATEURS (CANNES 2017).
LUNEDÌ
20 Novembre
21.15 Proiezione unica
Biglietto x 1 film: 4,00 euro
Tessera  x   4 film: € 12,00
Tessera  x 10 film: € 25,00
Tessera  x 20 film: € 40,00


CREDITS
Titolo Originale:
L'intrusa
Regia:
Leonardo Di Costanzo
Interpreti:
Anna Patierno, Gianni Vastarella, Marcello Fonte, Martina Abbate, Raffaella Giordano, Valentina Vannino
Sceneggiatura:
Leonardo Di Costanzo, Maurizio Braucci, Bruno Oliviero
Fotografia:
Hélène Louvart
Musica:
Marco Cappelli, Adam Rudolph
Montaggio:
Carlotta Cristiani
Scenografia:
Luca Servino
Costumi:
Loredana Buscemi
Suono:
Maricetta Lombardo - (presa diretta)
Paese:
Italia 2017
Durata:
95 Min
Produzione:
TEMPESTA/CARLO CRESTO-DINA IN COPRODUZIONE CON RAI CINEMA, IN COPRODUZIONE CON AMKA FILMS PRODUCTIONS, CAPRICCI, RSI RADIOTELEVISIONE SVIZZERA, ZDF-DAS KLEINE FERNSEHSPIEL/ARTE
Distribuzione:
CINEMA DI VALERIO DE PAOLIS
 

SINOSSI:
Giovanna, settantenne dinamica e combattiva, è fondatrice del centro associativo e ricreativo "la Masseria" a Napoli, che si occupa d'infanzia a rischio, ma che è anche un luogo a riparo e alternativo alle logiche mafiose del quartiere circostante. Una giovane madre Maria, giovanissima moglie di un killer arrestato per l'omicidio di un innocente, occupa con i suoi due bambini, una casupola abbandonata all'interno del centro. La loro presenza provoca malcontenti e ostilità tra i genitori e insegnanti che mettono a rischio l'esistenza stessa del centro. Ma la scelta di Giovanna è più difficile. Chi ha bisogno di più aiuto?

RECENSIONE:
« Questo tentativo di assoluzione sociale d'una colpa non commessa è fulcro del film di Leonardo di Costanzo, che accoglie in corpo documentario gli affluenti di una fiction a trama familiare. Interpretato da Raffaella Giordano, ballerina che assomiglia a Pina Bausch il racconto evita la retorica sentimentale, trovandosi a un certo punto in un imbuto in cui l'autore idealizza il senso esemplare di una dolorosa immigrazione interna e della parola Utopia.» (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 settembre 2017)


CINEMA RONDINELLA
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