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PROIEZIONE SPECIALE
L'UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA
di Paolo Zucca, Italia, 2018, 1h45.
con Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu, Lazar Ristovski.
PREAPERTURA DELLA XIII EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2018).
GIOVEDÌ
13 Giugno
21.15 Proiezione unica
intero € 7,50 – ridotto € 5,50


CREDITS
Titolo Originale:
L'Uomo che comprò la Luna
Regia:
Paolo Zucca
Attori:
Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu, Lazar Ristovski.
Soggetto:
Paolo Zucca
Sceneggiatura:
Paolo Zucca, Barbara Alberti, Geppi Cucciari
Fotografia:
Ramiro Civita
Musiche:
Andrea Guerra, Grandi Firme Della Canzone - (Edizioni Musicali)
Montaggio:
Sarah McTeigue
Scenografia:
Alessandra Mura
Costumi:
Stefania Grilli
Effetti:
Mario Zanot
Suono:
Piergiuseppe Fancellu - (presa diretta)
Paese:
ITALIA, ALBANIA, ARGENTINA - 2018
Durata:
102 Min
Produzione:
AMEDEO PAGANI, NICOLA GIULIANO, PER LA LUNA, INDIGO FILM CON RAI CINEMA, COPRODOTTO DANIEL BURMAN, GENC PERMETI PER SKA-NDAL PRODUCTION, OFICINA BURMAN MEDIA PRO
Distribuzione:
INDIGO FILM
 

SINOSSI:
Una coppia di agenti segreti italiani riceve una telefonata concitata dagli Stati Uniti: pare che qualcuno, in Sardegna, sia diventato proprietario della luna. Il che, dal punto di vista degli americani, è inaccettabile, visto che i primi a metterci piede, e a piantarci la bandiera nazionale, sono stati loro. I due agenti reclutano dunque un soldato che, dietro lo pseudonimo di Kevin Pinelli e un marcato accento milanese, nasconde un'identità sarda: si chiama infatti Gavino Zoccheddu e la Sardegna ce l'ha dentro. Per portarla in superficie i due agenti ingaggiano un formatore culturale sui generis che, da emigrato nostalgico, trasforma Gavino in un archetipo del vero maschio sardo.

RECENSIONE:
«Già campione d’incassi in Sardegna, questa commedia on the road che strizza l’occhio al western e alla fantascienza e perfino un po’ alle saghe a fumetti (Asterix in Corsica) è un elogio ironico alle tradizioni e alla cultura sarda più primordiale. Il regista cagliaritano, già autore de L’arbitro, con questo secondo film conferma quindi di conoscere bene la sua terra, quella (tra i tanti degni di nota) di Antonio Gramsci e di Eleonora D’Arborea, e ci porta lungo le grandi distese di roccia calcarea bianchissima e piena di crateri, proprio come la luna, che si trovano sulla costa occidentale sarda con una storia semplice e fantastica, surreale e poetica.» (Giulia Lucchini, 'Cinematografo.it')
 


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