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NOVECENTO
di Bernardo Bertolucci, Italia, 1976
Con Gerard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden
Versione in italiano.
MARTEDÌ
17 Aprile
15.00 - 21.15
(ATTO PRIMO), 2h42 min.
€ 7,00 (intero)
€ 5,00 (ridotto)
GIOVEDÌ
26 Aprile
15.00 - 21.15
(ATTO SECONDO), 2h34 min.
€ 7,00 (intero)
€ 5,00 (ridotto)
Dal 1900 al secondo dopoguerra, le due vite contrapposte e intrecciate del contadino Olmo (Gérard Depardieu) e del ricco latifondista Alfredo (Robert De Niro) al centro di un poderoso e veemente affresco dove Bertolucci ha tentato di fondere il mélo hollywoodiano con l'epica comunista, non senza echi filmici inattesi (il patriarca Berlinghieri di Burt Lancaster è quasi una variante acre e sanguigna del principe di Salina). Due atti: il primo va dal 1900 all'avvento del fascismo, il secondo si conclude con la Liberazione. Oltre al sontuoso ed eterogeneo cast, protagonista è il paesaggio della campagna parmense, esaltato dalla fotografia di Storaro.

Restaurato da 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce - Cinecittà e Cineteca di Bologna, con la collaborazione di Alberto Grimaldi e il sostegno di Massimo Sordella, presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata.

Martedì 17 aprile
ore 15.00/21.15


NOVECENTO.
ATTO PRIMO
di Bernardo Bertolucci,
Italia, 1976, 2h42 min.


La ricca casata Berlinghieri festeggia la nascita di Alfredo, stesso nome del nonno ancora saldamente a capo della famiglia, nel segno quindi della continuità. Nel medesimo giorno nasce anche Olmo, a sua volta ultimo rappresentante dei Dalcò, una collettività di braccianti che lavorano la terra e governano le stalle dei Berlinghieri. Leo è il riferimento carismatico di questa povera ma solidale comunità, unico in grado di tenere testa alla forte personalità del vecchio Alfredo. Non si muove foglia nei suoi possedimenti che Alfredo non voglia ed il figlio Giovanni, nonostante sia già avanti nell’età, gli è ancora sottomesso. Ci sono abissali differenze fra Alfredo e Leo ma nonostante tutto si sono sempre intesi in qualche modo e si conoscono e stimano ben oltre i rispettivi ruoli. Gli eventi che incombono però testimoniano che la loro stagione, al di là dell’età, volge al termine. Le classi più povere, pur ancora disorganizzate, stanno alzando la testa, ma allo stesso tempo l’ascesa al potere del fascismo rappresenta l’ombrello sotto il quale i grandi latifondisti vanno a ripararsi per conservare e semmai accrescere i loro averi e privilegi.
Biglietto : 7,00/5,00 €
Giovedì 26 aprile
ore 15.00/21.15


NOVECENTO.
ATTO SECONDO
di Bernardo Bertolucci,
Italia, 1976, 2h34 min.


Dopo l’avvento al potere da parte dei fascisti spalleggiati dai grandi proprietari terrieri la comunità dei braccianti Dalcò al servizio di Giovanni Berlinghieri è sottoposta alle angherie ed ai soprusi di Attila, il capo fattore e Regina, la sua bieca compagna. Olmo sembra destinato a percorrere le orme del nonno carismatico Leo, ma non tutti fra i suoi sono disposti a seguirlo nell’incitamento alla rivolta. Alla morte di Giovanni, suo figlio Alfredo che non ne condivideva le idee e perciò si era allontanato, conoscendo nel frattempo Ada che sposerà poi di lì a breve, torna a casa per curare gli interessi della famiglia, incluse le terre e le stalle dove lavorano i braccianti. Il suo atteggiamento nei confronti di Olmo e Attila è ambiguo e nonostante Ada gli chieda insistentemente di prendere le distanze dal suo cinico e malvagio fattore, lui lo mantiene per paura della sua reazione e perché gli è utile per mantenere l’ordine.
Quando Ada, oramai segnata dalla violenza e prepotenza che le gravita attorno decide di fuggire ed Olmo è costretto ad allontanarsi dopo aver ridicolizzato Attila che voleva venderlo con alcuni cavalli ad un altro fattore, Alfredo trova la forza per cacciare il capo fattore, ma è ormai troppo tardi. Quest’ultimo allora di scatena in una serie di sevizie nei confronti dei braccianti, culminate in alcune sommarie esecuzioni. Il fascismo infine crolla ed arriva il giorno della Liberazione.
Biglietto : 7,00/5,00 €


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