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VERTIGO - LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE
di Alfred Hitchcock, Usa, 1958, 2h08
Con James Stewart, Kim Novak
VERSIONE IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO.
GIOVEDÌ
12 Dicembre
15.30 - 21.15
€ 7,50 (intero)
€ 6,00 (ridotto)
VENERDÌ
13 Dicembre
19.00 Proiezione unica
€ 7,50 (intero)
€ 6,00 (ridotto)


CREDITS
Titolo Originale:
Vertigo
Regia:
Alfred Hitchcock
Sceneggiatura:
Alec Coppel, Samuel Taylor, dal romanzo D’entre le morts di Pierre Boileau e Thomas Narcejac
Fotografia:
Robert Burks
Montaggio:
George Tomasini
Scenografia:
Hal Pareira, Henry Bumstead.
Costumi:
Edith Head
Interpreti:
James Stewart (Scottie), Kim Novak (Madeleine/Judy), Barbara Bel Geddes (Midge), Tom Helmore (Gavin Elster), Ellen Corby (padrona dell’hotel), Konstantin Shayne (proprietario della libreria), Raymond Bailey (medico).
Paese:
Usa 1958
Durata:
128 Min
Produzione:
Alfred Hitchcock per Paramount
Distribuzione:
Fondazione Cineteca di Bologna
 

SCHEDA
Sofferente di vertigini dopo un incidente in servizio, John "Scottie" Ferguson lascia la polizia e accetta di lavorare per un vecchio compagno di scuola che gli chiede di sorvegliare la moglie Madeleine che in ricorrenti stati di incoscienza sembra posseduta dallo spirito di Carlotta Valdes, sua bisnonna morta suicida un secolo prima. Ferguson resta affascinato dall'infelice donna e quando è costretto a intervenire per salvarla da un tentativo di suicidio in mare tra i due ha inizio una storia d'amore. Ma una tragedia sta per sconvolgere le vite di entrambi.

"Nell'odissea dello spazio e del tempo, miseri amanti, immersi nella spirale di una città, San Francisco, vivono nel desiderio sempre umiliato di un paradiso terrestre impossibile" (Maurizio Del Ministro). Capolavoro tra i capolavori hitchockiani degli anni Cinquanta, di tutti il più esistenziale: sotto la vernice del Technicolor serpeggia il senso del disagio, dell'umana inadeguatezza, della ragione inservibile, delle passioni inutili, d'una tristezza che Truffaut arrivò a chiamare necrofilia. “Perché ci si insinua un sospetto: forse il solo amore eterno di cui siamo capaci è quello per chi non ci appartiene più. L'amore che non muore è l'amore per un fantasma” (Gianni Amelio). Il cinema, ovvero rendere tangibili le regole dell'attrazione: per il vuoto, per la schiena di Kim Novak bordata di seta verde.
 



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