di Orson Welles, Usa, 1956, 1h51 con Janet Leigh, Charlton Heston, Marlene Dietrich, Orson Welles, Joseph Calleia Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano
VERSIONE RESTAURATA IN 4K “DIRECTOR’S CUT”
GIOVEDÌ
22 Ottobre
ore 21.15
intero € 7,50 - ridotto € 6,00
VENERDÌ
23 Ottobre
ore 18.30
intero € 7,50 - ridotto € 6,00
CREDITS
Titolo Originale: Touch of Evil
Regia: Orson Welles
Attori: Orson Welles - Hank Quinlan, Charlton Heston - Ramon Miguel "Mike" Vargas, Janet Leigh - Susan Vargas, Joseph Calleia - Sergente Pete Menzies, Akim Tamiroff - Zio Joe Grande, Joanna Moore - Marcia Linnekar, Ray Collins - Aiuto Procuratore, Marlene Dietrich - Tanya, Valentin de Vargas - Pancho, Victor Millan - Manelo Sanchez, Joseph Cotten - Detective, Mort Mills - Al Schwartz, Lalo Rios - Risto, Dennis Weaver - Guardiano Motel, Zsa Zsa Gabor - Compropr. Locale
Soggetto: Whit Masterson
Sceneggiatura: Orson Welles
Fotografia: Russell Metty
Musiche: Henry Mancini
Montaggio: Virgil Vogel, Walter Murch, Aaron Stell
Paese: USA 1956
Durata: 1h51
Produzione: ALBERT ZUGSMITH PER LA UNIVERSAL INTERNATIONAL PICTURES
Distribuzione: UNIVERSAL
SINOSSI
Un complesso noir del 1958 di Orson Welles, ambientato al confine tra Stati Uniti e Messico. Affiancato da un cast di prim’ordine che comprende Janet Leigh e Charlton Heston, lo stesso Orson Welles assume il ruolo principale del poliziotto corrotto Hank Quinlan. La celebre sequenza iniziale è spettacolare, girata senza tagli, in un lungo piano sequenza che segue per tre minuti e mezzo un’auto tra le strade della cittadina di confine.
Il bene e il male sono indistinguibili nell’ambiente brutale dei trafficanti di droga. Questo fu l’ultimo film americano di Welles, che in seguito lavorò solo in Europa per superare le limitazioni imposte dallo studio system. Per il film, la sua amica Marlene Dietrich dovette trasformarsi nella bruna Tanya, la tenutaria di bordello che legge le carte a un Hank ormai destinato a un’inesorabile fine. Pur interpretando solo un ruolo secondario, Dietrich è essenziale alla trama e anche al ruolo che Welles ha riservato a se stesso; per citare le parole del biografo di Dietrich, Steven Bach, l’attrice incarna qui il confine tra Messico e Stati Uniti e tra bene e male. Dietrich e Welles si conoscevano dai tempi in cui si esibivano per le truppe, e l’attrice, che non moderava mai le critiche, in seguito disse: “Ho fatto tutto quel che voleva. […] È un grande uomo. Un genio. La gente dovrebbe farsi il segno della croce prima di pronunciare il suo nome”. A quasi sessant’anni, l’attrice appare nel film molto più giovane, e si capisce che quel ruolo, con il suo linguaggio a volte volgare, la diverte molto. Il 19 marzo del 1958 “Variety” scrisse: “Dietrich è uno spettacolo piuttosto sensuale e divertente”. E se all’epoca fu liquidato come un film di “sesso e crimine”, oggi è considerato un capolavoro.