CINEMA RONDINELLA







 

Biglietto intero: 7,50 euro
Biglietto ridotto: 6,00 euro



“La bellezza non ha una funzione manifesta, né alcuna chiara necessità culturale. Eppure la civiltà non potrebbe farne a meno” (Sigmund Freud). Ed ecco che allora il Novecento inventò Marilyn, la Marilyn della gonna alzata dal vento metropolitano, la Marilyn che tutta l’America amava e che da tutta l’America voleva essere amata (dall’atleta, dall’intellettuale, dal Presidente), la Marilyn che incontrò sulla sua strada tutti i registi giusti, anche se non tutti al loro meglio (Hawks, Wilder, Huston, Preminger; Negulesco che con lei fece un magnifico lavoro; Olivier e Cukor un po’ meno), la Marilyn di Warhol e di Pasolini, la Marilyn vinta e ubriaca del terribile “Happy Birthday”, la Marilyn che in fondo l’America disprezzava e di cui forse, chissà, a un certo punto scelse di liberarsi.
Era una brava attrice, qualsiasi cosa ciò significhi? Sì, o almeno volle esserlo con commovente tenacia. Non era la più bella del reame hollywoodiano, però fu la bellezza capace di abbagliare una civiltà ed esporne il disagio: solo lei era Sugar Kane, solo lei era ‘di zucchero filato’, con tutto ciò che di materno e perverso tanta dolcezza sa convocare. Per celebrare i cent’anni di quest’immagine irrevocabile della storia del cinema credo che il modo migliore (è un consiglio vivissimo) sia, tra un film e l’altro, leggere Blonde, il capolavoro in cui Joyce Carol Oates percorre la vita di Marilyn, senza mai farne il nome – “una vita radicalmente distillata in forma di romanzo, e ricostruita con l’ausilio della sineddoche”. (Paola Cristalli)




Giovedì 14 maggio – ore 21.15

Marilyn 100

GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE
(Gentlemen Prefer Blondes)
di Howard Hawks, USA, 1953, 1h31

Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano


VERSIONE RESTAURATA IN DIGITALE

Una blonde come nessun’altra e una bruna esplosiva percorrono in lungo e in largo i corridoi, i ponti e le oniriche scale d’un panfilo. Lusso e lascivia, crudeltà nascoste e divertimento sopraffino. Seconda e ultima commedia musicale di Hawks dopo Venere e il professore. “La ninfomania tranquilla di Dorothy, la cupidigia ragionata di Lorelei non generano nessun conflitto tra le due amiche [...] Hawks infilza sullo schermo come farfalle in un quadro la mostruosità di ognuna di loro, luminosa di evidenza e semplicità. Il tono hawksiano è altrettanto estraneo, nella sua asciuttezza, al disprezzo come alla compassione o alla connivenza nei confronti dei personaggi” (Jacques Lourcelles). Diamanti a colazione, e il matrimonio come ultima catwalk. (Paola Cristalli)




Lunedì 18 maggio – ore 18.30

Marilyn 100

QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA
(The Seven Year Itch)
di Billy Wilder, USA, 1955, 1h45

Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano


VERSIONE RESTAURATA IN DIGITALE

Una torrida notte dell’estate 1955, a New York. Moglie e figli al mare. Mentre gli scapoli pro tempore a Manhattan si limitano a sciamare in gruppo cacciando donne vere, il piccolo editor di cattiva letteratura Tom Ewell inventa solo per sé Marilyn Monroe, e ne nutre con cura l’immagine sontuosa, carezzevole e aliena. Un alluce infilato nel rubinetto della vasca, tra nuvole di schiuma e lampi di pelle nuda. Un plissé bianco sollevato dal vento della metropolitana (nei due takes montati da Wilder, meno generosa e voyeuristica di quanto risulti dalle foto di scena), capolavoro di Billy Travilla, costumista della Fox. Concretezza surreale, costruzione dell’archetipo: lei non ha nome, è solo ‘The Girl’. (Paola Cristalli)




Venerdì 29 maggio – ore 18.30

Marilyn 100

A QUALCUNO PIACE CALDO
(Some Like It Hot)
di Billy Wilder, USA, 1959, 2h01

Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano


VERSIONE RESTAURATA IN DIGITALE

La più celebrata commedia americana d’ogni tempo, sarabanda dei generi e dei sessi, apoteosi della gag, del doppio senso e del travestimento. E tuttavia A qualcuno piace caldo è anche apoteosi del romance, e lo è grazie a Marilyn Monroe. Che nella vita stava andando alla deriva, e che, nell’arte, il genio di Wilder portò al vertice assoluto. Sugar Kane è la sola vera eroina romantica nel destino di Marilyn: geneticamente disposta alla malinconia, tutta una fragilità e un tremolio, corpo espanso che Charles Lang e Orry-Kelly svestono di luce, ragazza che vuole essere amata e poi vuol farla finita con l’amore in due canzoni che ancora mettono i brividi. Solo per lei la sarabanda queer si ferma, nel tempo sospeso dell’aurea misura, della sovrannaturale armonia, della sensuale simultaneità degli eventi. (Paola Cristalli)




Giovedì 4 giugno – ore 21.15

Marilyn 100

GLI SPOSTATI
(The Misfit)
di John Huston, USA, 1961, 2h04

Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano


VERSIONE RESTAURATA IN DIGITALE

Si ucciderebbero così anche i cavalli, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada, troppe anime scorticate, troppa Marilyn in declino psichiatrico. L’impossibilità, qui, è l’impossibilità di futuro, il senso incombente della fine: “Un gioco della verità in cui è difficile discernere il confine tra vita e rappresentazione: è l’apoteosi di Gable che morì undici giorni dopo la fine delle riprese; la separazione di Marilyn Monroe da Miller, preludio della sua tragica fine” (Morandini). (Paola Cristalli)




 
 
 
 
 
 
 
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