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CREDITS
Titolo Originale: Milano calibro 9
Regia: Fernando Di Leo
Attori: Gastone Moschin - Ugo Piazza, Barbara Bouchet - Nelly Bordon, Philippe Leroy - Chino, Mario Adorf - Rocco Musco, Frank Wolff - Commissario Capo, Luigi Pistilli - Vice Commissario Mercuri, Ivo Garrani - Vincenzo, Lionel Stander - L'americano, Mario Novelli - Pasquale Tallarico, Ernesto Colli - Alfredo Bertolon, Giorgio Trestini - Franceschino, Gastone Pescucci - Vice Commissario, Fernando Cerulli - Portiere albergo, Sergio Serafini - Uomo bruciato, Rossella Bergamonti, Franco Beltrame, Giuseppe Leone, Alberto Fogliani, Gianni Milito, Bruno Tocci, Alessandro Tedeschi, Edda Tiberio, Imelde Marani, Luigi Antonio Guerra, Fortunato Cecilia, Empedocle Buzzanca, Ettore Geri, Giulio Baraghini, Mauro Vestri, Salvatore Arié, Omero Capanna, Giuseppe Castellano, Diomira Vidotto, Tony Tron, Cesare De Vito, Marina Brengola, Antonio Melli
Soggetto: Giorgio Scerbanenco - romanzo
Sceneggiatura: Fernando Di Leo
Fotografia: Franco Villa, Claudio Morabito - operatore, Enrico Biribicchi - assistente operatore
Musiche: Luis Enríquez Bacalov
Montaggio: Amedeo Giomini
Scenografia: Francesco Cuppini
Costumi: Francesco Cuppini, Elisabetta Lo Cascio - assistente
Suono: Goffredo Salvatori
Aiuto regia: Franco Lo Cascio
Paese: ITALIA 1971
Produzione: ARMANDO NOVELLI PER CINEPRODUZIONI DAUNIA '70
Distribuzione: MINERVA PICTURES
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SINOSSI
Restaurato in collaborazione con il CSC-Cineteca Nazionale e presentato al 40° Torino Film Festival, sezione Back to Life.
Per ricordare Mario Adorf, recentemente scomparso, un attore gigantesco che ha segnato un’epoca, vi proponiamo uno dei noir italiani più apprezzati nel mondo, fonte di ispirazione di maestri contemporanei come Quentin Tarantino. Con le interpretazioni oltre che di Adorf, di Barbara Bouchet e Gastone Moschin, Fernando Di Leo firma il suo lavoro più iconico e uno dei film noir polizieschi più celebri della cinematografia moderna, parte della “Trilogia del Milieu”, insieme a La mala ordina (1972) e Il Boss (1973). Prodotto da Ermanno Curti e Armando Novelli.
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