CINEMA RONDINELLA

RICHIEDILA

SOCIAL NETWORK

NOI SIAMO QUI

IL CALENDARIO







 






Martedì 21 gennaio 2020
ore 15.30
I VITELLONI
di Federico Fellini, Italia, 1953, 1h54

Quattro trentenni di una città di mare vivono nell’eterna attesa di diventare adulti. Durante l’inverno, si trascinano fra il biliardo e il caffè, fra velleità letterarie, scherzi goliardici e facili avventure erotiche. Li segue con ammirazione il più giovane Moraldo. Secondo film (e mezzo) per Federico Fellini: un ritorno nostalgico e poetico in una Rimini inventata. “Mi è venuta la tentazione di giocare uno scherzo a certi vecchi amici che avevo lasciato nella città di provincia dove sono nato. Così mi sono messo a raccontare quello che ricordavo delle loro avventure, le loro ambizioni, le piccole manie, il loro modo particolarissimo di passare il tempo” (Federico Fellini). Primo vero successo di Fellini, nelle prime copie del film i distributori non vollero figurasse il nome di Sordi, che a quell’epoca ritenevano fosse sgradito al pubblico. Fu invece trampolino per la sua fama futura.
 



Martedì 21 gennaio 2020
ore 21.00
8 E MEZZO
di Federico Fellini, Italia, 1963, 2h18

Al suo ottavo film e mezzo, Fellini realizza un potente autoritratto, privo di reticenze, specchiandosi in un regista sorpreso da un’improvvisa crisi creativa, invaso dalle visioni fantasmatiche del passato e in balia dei rimorsi derivanti dalla sua contraddittoria vita privata. “Per me è uno dei più grandi film mai realizzati. Perché va direttamente al cuore della creatività, la creatività nel cinema, che è circondato da infinite e fastidiose distrazioni e varietà di follia. E per il fatto che la storia di Guido diventa una sorta di storia di tutti noi, diventa viva, vibrante, va verso il sublime” (Martin Scorsese). Uno degli emblemi del cinema moderno.
 



Giovedì 20 febbraio 2020
ore 15.30/21.15
Venerdì 21 febbraio 2020
ore 17.30
IL DOTTOR STRANAMORE
di Stanley Kubrick, Gran Bretagna, 1964, 1h33
Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

La fine del mondo in epoca atomica: nella sala da guerra del Pentagono (scenografie di Ken Adam), o a cavalcioni d'una bomba. Doveva essere un film serio: follie individuali, errori nel sistema di comunicazione e dispositivi segreti di reazione 'preventiva' rendono possibile l'annientamento termonucleare dell'umanità. Ma nella strada che porta alla morte, troppa vodka, troppa Coca-Cola, troppi missili fallici, troppi fluidi vitali repressi. E troppi, troppi Peter Sellers. Kubrick ce la mette tutta per ritardare l'esplosione, ma alla fine scoppia a ridere (e pare che nel film lo si possa sentire). L'atto di nascita del cinema demenziale.
"Con il suo senso del grottesco, Kubrick mette in evidenza la pulsione di morte che governa la società, così come l’uomo. E l’abisso che separa lo sviluppo tecnologico dalla natura umana. Realizzato due anni dopo la crisi dei missili di Cuba, che stava per fare scoppiare una guerra atomica, il film ha la precisione implacabile di un meccanismo a orologeria e l’originale libertà che gli conferiscono i suoi interpreti. In particolare Peter Sellers, nel triplice ruolo di presidente americano, di ufficiale britannico e di scienziato tedesco". (Michel Ciment)
 




OMAGGIO AD AGNÈS VARDA
Una voce unica nel coro nouvelle vague, prima regista donna a ricevere un Oscar alla carriera. Nata fotografa, Varda per oltre settant’anni ha girato film con lo stesso contagioso piacere, senza distinzioni tra generi, formati, durate, fiction o verité. Un cinema in prima persona, singolare, fatto di di luoghi, di strade, di attese, lo sguardo che si fa all’occorrenza femminista e sociale, senza perdere in libertà poetica. Una grande signora del cinema che negli anni ha portato sullo schermo i volti, le vite, i pensieri di tante altre donne, sempre ascoltando la loro ‘voce’ e la propria volontà di autrice, senza cedimenti a nessun vincolo esterno.
 

Giovedì 5 marzo 2020
ore 15.30
Venerdì 6 marzo 2020
ore 17.30
VARDA PAR AGNÈS
di Agnès Varda, Francia, 2019, 1h55
Versione in lingua originale
con i sottotitoli in italiano.

“Nel 1994, in coincidenza con una retrospettiva alla Cinémathèque française, ho pubblicato un libro intitolato Varda par Agnès. Venticinque anni dopo, lo stesso titolo viene dato al mio film fatto di immagini in movimento e di parole. Il progetto è lo stesso: fornire le chiavi della mia opera. Il film si divide in due parti, una per secolo. Il Ventesimo secolo va dal mio primo lungometraggio La Pointe courte nel 1954 all’ultimo del 1996, Cento e una notte). Nel mezzo ho girato documentari, film, sia lunghi che brevi. La seconda parte inizia nel Ventunesimo secolo, quando le piccole cineprese digitali hanno cambiato il mio approccio al documentario, da Les Glaneurs et la glaneuse nel 2000 a Visages, Villages diretto con JR nel 2017. Ma in quel periodo ho creato soprattutto installazioni d’arte, i Triptyques atypiques, le Cabanes de Cinéma, e ho continuato a fare documentari, come Les Plages d’Agnès. Tra le due parti c’è un piccolo promemoria della mia prima vita di fotografa. […] Potremmo chiamarla ‘lezione magistrale’, ma non mi sento una maestra e non ho mai insegnato. Non mi piace l’idea. Non volevo farne una cosa noiosa. Così si svolge in un teatro pieno di gente, o in un giardino, e cerco di essere me stessa e di trasmettere l’energia o l’intenzione o il sentimento che voglio condividere. È quello che chiamo ‘cinescrittura’, in cui le scelte partecipano a qualcosa che si chiama ‘stile’”. (Agnès Varda)
 

Giovedì 5 marzo 2020
ore 21.15
CLÉO DALLE 5 ALLE 7
di Agnès Varda, Francia, 1962, 1h30
Versione in lingua originale
con i sottotitoli in italiano.

Due ore di tempo (quasi) reale per conoscere Cléo, graziosa, capricciosa, narcisista chanteuse parigina, una convinta che "essere brutte è come essere morte". Alla vera mortalità la confronta l'attesa di un responso radiologico, mentre una Parigi-verité le scorre intorno. Risposta matura, e femminile, ai tanti ritratti di donna godardiana.
 



Giovedì 16 aprile 2020
ore 15.30/21.15
I FIGLI DELLA VIOLENZA
di Luis Bunuel, Messico, 1950, 1h21
Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

Luis Buñuel riuscì a scomparire dalla storia del cinema dopo aver creato due scandalosi film surrealisti e un documentario girato in una delle zone più povere della Spagna. In Messico ricevette poi l'incarico di girare in velocità due film d'intrattenimento a basso costo. Nei successivi tre anni senza impiego studiò attentamente Città del Messico e decise di concentrarsi sulle condizioni dei bambini abbandonati. Los olvidados, ‘i dimenticati', sono gli abitanti delle bidonvilles che la metropoli genera, metastasi di desolazione cieca, in cui anche i bambini sono condannati alla violenza e all'odio. Non c'è niente di ovvio nel modo in cui Buñuel racconta la povertà. Basò il film su osservazioni dirette e documenti ufficiali, ma sfidò il neorealismo ritraendo i suoi protagonisti come figure complesse guidate dai propri impulsi inconsci. Scrive Julio Cortázar: “L’idea generale di I figli della violenza non passa e non vuol passare per una secca denuncia. Buñuel o l’antipatetismo. [...] Qui i ragazzi muoiono per le bastonate e senza perdita di tempo, si perdono nelle viuzze senza altri averi che un talismano al collo e volutamente, affinché noi sentiamo la nostra estraneità responsabile”.
 



Giovedì 7 maggio 2020
ore 15.30/21.15

VELLUTO BLU
di David Lynch, Usa, 1986, 2h00
Versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano

L’apertura del nuovo cinema di Lynch. Comincia così, dentro a un orecchio abbandonato per strada, l’avventura più personale del cineasta. La provincia statunitense, come congelata agli anni Cinquanta, contiene indicibili perversioni e altrettante innocenze. I due mondi si guardano e non chiudono mai gli occhi davanti all’orrore. Persino Isabella Rossellini viene travolta dal mostruoso. Velluto blu è un saggio sugli Usa in forma di incubo senza logica. Il capolavoro di Lynch. Blue Velvet è una canzone di Bobby Vinton scritta negli anni Cinquanta, che io ho scoperto e amato negli anni Sessanta. Una canzone che mi ha ispirato un certo stato d'animo. Quanto al velluto è un materiale straordinario, sensuale, ricco, pesante... quasi organico.
 



Biglietto: 7,50€ /6,00€
 
 

CINEMA RONDINELLA
Viale Matteotti 425 - Sesto San Giovanni (MI)
tel 02.22.47.81.83 - fax 02.24.41.07.09
Per ricevere la newsletter settimanale CLICCA QUI
PRIVACY POLICY