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IL CALENDARIO







 


Sono aperte le iscrizioni ai nuovi laboratori teatrali del Cinema Teatro Rondinella 2016/2017!
Per iniziare la pratica teatrale, conoscere meglio se stessi, fare gruppo, esplorare, attraverso il gioco e l’improvvisazione, tutte le possibilità del corpo e della voce!
Dal 1989 gli animatori del Cinema Teatro Rondinella ti aiutano a sperimentare il fascino del raccontarsi e del mettersi “in scena”!

I laboratori teatrali del Cinema Teatro Rondinella nascono nel 1989. L'esperienza, rivolta a bambini, adolescenti e adulti, fin dalle sue origini, pone in primo piano l'importanza di un'attività non fine a se stessa ma come strumento di aggregazione con finalità culturali ed educative. All'interno di ciascun laboratorio si considera imprescindibile il contributo di innovazione, ricerca e sperimentazione che i partecipanti, con la loro vivacità e fantasia possono dare in ambito creativo ed espressivo.
Tra i vari laboratori quello del TRAdiM (Teatro Ragazzi Andrea Di Marino) è dedicato alla messinscena di spettacoli: drammaturgie originali frutto del lavoro dei partecipanti coordinati dall’operatore teatrale.

Tutti gli operatori, provenienti dall'ambito teatrale e con esperienza professionale nel settore, sono coordinati da Francesca Contini che opera come conduttrice di laboratori per ragazzi e adulti dal 1995.


Laboratorio dei sogni - età: dai 6 agli 11 anni

“Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, il sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco.” (Victor Hugo).
Nei sogni e nel teatro tutto è possibile, basta avere la fantasia. Ma il teatro ha bisogno anche di divertimento, attenzione e cuore. Questi saranno gli ingredienti del nostro laboratorio. I bambini potranno esplorare gli elementi del teatro e del lavoro di gruppo. Nella prima parte faremo sperimentare loro l’espressività del corpo e della voce attraverso giochi ed esercizi teatrali. In seguito ci concentreremo sullo spettacolo finale che verrà costruito insieme lasciando ampio spazio alla creatività di ognuno .

A condurre gli incontri saranno sempre Maria Elena Franchina e Mattia Pozzi, diplomati rispettivamente alla “Scuola Teatro Arsenale” e alla “Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi”. Entrambi affiancano alla professione di attore in spettacoli per i bambini, la progettazione e realizzazione di laboratori teatrali in asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie.

Questo il calendario del laboratorio:

domenica 9/10/2016, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 23/10/2016, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 6/11/2016, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 27/11/2016, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 11/12/2016, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 15/01/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 22/01/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 5/02/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 26/02/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 12/03/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 2/04/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 9/04/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
domenica 23/04/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
sabato 6/05/2017, dalle ore 11.00 alle 12.30
venerdì 12/05/2017, dalle 17.00 a fine saggio

Il costo del laboratorio sarà di 200 € (pagabili anche in due rate)
Modalità di iscrizione:
  • telefonare al Cinema Rondinella (02.22.47.81.83) dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14 alle 17.00
  • inviare una mail a info@cinemarondinella.it



Laboratorio TRAdiM - età: dai 20 anni in poi
Laboratorio finalizzato alla costruzione di uno spettacolo. I progetti possono essere sviluppati su base annuale o biennale e, generalmente, sono frutto di un lavoro collettivo del gruppo che parte dall'individuazione dell'idea iniziale, passa dalla realizzazione di una drammaturgia originale attraverso un lavoro di improvvisazioni, libere o guidate, e approda alla messinscena. Gli spettacoli debuttano presso il Cinema teatro Rondinella e possono essere replicati anche in altre realtà.


Modalità di iscrizione:
  • telefonare al Cinema Rondinella (02.22.47.81.83) dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14 alle 17.00
  • inviare una mail a info@cinemarondinella.it


I corsi verranno avviati solo al raggiungimento del numero minimo di partecipanti stabilito per ogni laboratorio

Info:
CINEMA TEATRO RONDINELLA
Viale Matteotti, 425
20099 – Sesto San Giovanni (Mi)
Tel. 02.22.47.81.83
mail: info@cinemarondinella.it

 

SPETTACOLI REALIZZATI CON IL LABORATORIO TRAdiM

2001/2002 - OLLEN VERSH
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata a America di Franz Kafka

Regia Francesca Contini
Con Mara Andreetto, Fabio Cagliani, Niccolò Dragoni, Tommaso Dragoni, Francesco Freri, Silvia Lopa, Valentina Piemontese, Davide Pietraroia, Fabrizio Rotondi, Gabriele Rotondi, Stefano Sala, Marco Villa, Marco Zaglio

Sbarcare in un paese sconosciuto, non comprenderne la lingua, non conoscerne le usanze. Sentirsi per la prima volta straniero, disperso. Questo è ciò che accade ad Ollen, il protagonista di Ollen Versh, spettacolo nato dalle suggestioni procurate dal famoso romanzo incompiuto America di Franz Kafka, il cui titolo originale era Vershollen (Il disperso).
Ollen è combattuto tra il seguire la voce della coscienza, che protesta di fronte alle ingiustizie evidenti commesse nella terra in cui è approdato, e il conformarsi ad atteggiamenti di convenienza che gli permettano di inserirsi socialmente in questo paese nel quale ha riposto le sue speranze ma scopre di non amare. Qui, infatti, vige la pena di morte, la struttura sociale poggia su una rigida gerarchia di poteri e, soprattutto, nessuno è disposto a prendere sul serio uno straniero; uno straniero può solo essere sfruttato. Sballottato, conteso e poi “buttato fuori come un gatto che viene a noia”, Ollen passa da momenti di ritrovata speranza a cadute vertiginose che lo precipitano a terra.
Sfinito da questo gioco al massacro Ollen, come in un sogno, approda al grande teatro di Oklahoma, dove ogni essere, trasfigurato in angelo o diavolo, trova la sua collocazione senza poter essere rifiutato. Il teatro, metafora del destino umano, è il luogo che pareggia tutte le differenze. Per sempre.



2002/2003 – STORIA DELL'INFAMIA
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata a Storia universale dell’infamia di Jorge Luis Borges e Senza sangue di Alessandro Baricco

Regia Francesca Contini
Con Mara Andreetto, Fabio Cagliani, Niccolò Dragoni, Tommaso Dragoni, Francesco Freri, Silvia Lopa, Valentina Piemontese, Davide Pietraroia, Fabrizio Rotondi, Gabriele Rotondi, Stefano Sala, Marco Villa, Marco Zaglio

Storia dell'infamia parte dall’incrocio di due spunti iniziali: il romanzo Senza sangue di Alessandro Baricco e la raccolta di racconti Storia universale dell’infamia di Jorge Luis Borges.
Nell’introduzione del suo libro Borges stesso afferma “I dottori del Grande Veicolo insegnano che la proprietà essenziale dell’universo è la vacuità. Per quanto riguarda quella minima parte dell’universo che è questo libro, hanno pienamente ragione. Patiboli e pirati lo affollano e la parola “infamia” dirompe nel titolo, ma sotto il clamore non c’è nulla. E’ solo apparenza, una superficie di immagini; per questo potrà forse piacere. L’uomo che l’ha composto era molto infelice, ma si è divertito a scriverlo; auguriamo che qualche riflesso di quel piacere giunga ai lettori.” E l’infamia che si fa apparenza e che accomuna ogni sorta di poco di buono, è la molla che ci proietta verso la protagonista del romanzo di Baricco: una donna, vittima di un’enorme ingiustizia in tenera età, che durante la sua vita elabora il dolore attraverso la fantasia, fino a diventare scrittrice di storie “infami”. Preso il coraggio a due mani affronta il suo carnefice occhi negli occhi, anni dopo, in una sorta di vacuità da lei stessa raggiunta. Seduto di fronte a lei, a un tavolino di un bar, il suo Infame per eccellenza. Al di fuori del bar a nostra volta li osserviamo e scopriamo che al di là dell’odio, che ci aspettiamo da lei, e della paura, che ci aspettiamo da lui, esiste un universo molto più vasto.



2003/2006 – TRÄNEN - LACRIME
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata alla Shoah

Regia Francesca Contini
Con Con Fabio Cagliani, Martina De Marco, Tommaso Dragoni, Francesco Freri, Silvia Lopa, Valentina Piemontese, Davide Pietraroia, Fabrizio Rotondi, Gabriele Rotondi, Stefano Sala, Marco Villa.

“Qualche volta penso che se qualcuno le avesse raccolte sarebbero bastate per spegnere le fiamme dei crematori.”
Oliver Lustig


Tränen vuol dire lacrime. Lacrime vuol dire qualcosa di estremo: estremo dolore, estrema tristezza, estrema gioia... Tutti noi, almeno una volta nella vita, le abbiamo versate e ne ricordiamo il calore che ci ha segnato le gote e che ancora brucia nel ricordo. In Tränen non si parla delle lacrime di un solo uomo o di una sola donna ma delle lacrime di interi popoli che sono stati perseguitati, umiliati, disumanizzati di fronte all’indifferenza, più o meno conclamata, del resto del mondo. Con questo lavoro abbiamo sperato di poter muovere qualcosa in chi ci ha guardati. Nell’ideare, nell’eseguire e nel mostrare queste azioni ci siamo aggrappati a piccole certezze per non sprofondare nella totale perdita di senso che solo il genere umano, con la sua cecità distruttiva, riesce a creare generando dolore sulla Terra.



2004/2005 – POST
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata agli scritti di Samuel Beckett

Regia Francesca Contini
Con Fabio Cagliani, Martina De Marco, Tommaso Dragoni, Francesco Freri, Silvia Lopa, Valentina Piemontese, Davide Pietraroia, Fabrizio Rotondi, Gabriele Rotondi, Stefano Sala, Marco Villa, Elena Virdis.

La scena spoglia è abitata da sei coppie legate da un rapporto di amore/odio. Dodici esseri a metà strada tra dei pagliacci e dei disabili. Uno di loro è su una sedia a rotelle ma ognuno ha un particolare modo di muoversi, una mania che si concretizza in un oggetto o un’azione precisa ripetuta, e un fastidio che a volte raggiunge livelli insopportabili fino a farli sbottare in una sorta di maledizione verso la propria condizione. In primo piano è situato un altarino votivo dedicato a sua divinità “Il Tempo Che Passa”. La presenza sacra si concretizza in Sveglia, divinità rumorosa, il cui ticchettio permea completamente lo spazio. Tutti vivono nell'attesa che compaia “la Telecamera” annunciata dal trillo di Sveglia. Tutta la vita di questi esseri è concentrata sul modo di essere notati da Telecamera non appena si manifesterà...



2007/2008 – AD ESEMPIO A ME PIACEVA RUBARE
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata alla figura di Renato Vallanzasca

Regia Francesca Contini
Con Fabio Cagliani, Francesco Freri, Silvia Lopa, Valentina Piemontese, Fabrizio Rotondi, Gabriele Rotondi, Stefano Sala, Marco Villa.

Da quasi quarant'anni.
Un uomo in una cella.
Come unica compagnia una scrivania, una sedia, uno scaffale con alcuni libri e una cyclette.
Da quasi quarant'anni.
Nel silenzio della cella prendono corpo le immagini della memoria di quest'uomo: gli amici che gli hanno voluto bene, quelli ormai morti, le persone che lo hanno odiato e ancora lo odiano, gli sconosciuti che l'hanno incontrato per caso e quelli che avrebbero tanto voluto conoscerlo meglio. La solitudine della cella si riempie delle riflessioni sul passato e sul presente alimentate anche dalle letture affrontate per rendere meno pesante la clausura forzata propria delle carceri di massima sicurezza come quella in cui lui stesso si trova.
Un pensiero continua a girare nella testa dell'uomo: “La mia vita è una sconfitta che matura di giorno in giorno. Lo vedo, ma io ho voglia di vivere.”



2009/2010 – LA PASSEGGIATA DI MICHAIL
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata al ROMAZO Il Maestro e Margherita e alla vita di Michail Bulgakov

Regia Francesca Contini
Con Fabio Brusadin, Fabio Cagliani, Claudio Corti, Carola Curcio, Andrea Ferrari, Francesco Freri, Silvia Lopa, Melissa Parrinello, Valentina Piemontese, Fabrizio Rotondi, Gabriele Rotondi, Stefano Sala, Lorenzo Sparacio, Marco Villa.

Oggi sono un uomo distrutto. Tale distruzione è stata salutata dalla società sovietica con piena gioia, ed è stata definita “un grande risultato”.
MICHAIL BULGAKOV


Il 28 Marzo 1930 Michail Bulgakov, in un estremo tentativo di dialogo con l'apparato del potere, rivolge a Stalin una lettera in cui chiede di poter abbandonare i confini dell'Urss insieme alla moglie Liuba oppure di essere assegnato a un teatro di qualità come regista titolare. Questa seconda richiesta, un ripiego all'esilio motivato dalla consapevolezza di non poter resistere come scrittore russo al di fuori della sua patria, verrà solo in parte esaudita. Bulgakov sarà infatti destinato al Teatro accademico dell'Arte di Mosca ma, accettando questo impiego, la sua libertà di espressione verrà schiacciata drasticamente dalla morsa della censura che lo terrà costantemente sotto controllo fino alla fine dei suoi giorni e lo obbligherà a costruire la sua ultima opera, Il Maestro e Margherita, in clandestinità. Nel nostro spettacolo Michail, ormai ripiegato all'interno di un ruolo che ha accettato per sfuggire alla deportazione, riesce a resistere unicamente rifugiandosi all'interno delle proprie visioni segrete. Queste si scatenano senza posa soprattutto durante le notti di plenilunio, come quella che fa da scenario alla passeggiata che lo scrittore compie per recarsi dal luogo di lavoro a casa. I personaggi che popolano la notte moscovita trasportano Michail in una dimensione che rischia di sembrare più vera della vita e sono gli stessi che animano la stesura de Il Maestro e Margherita, romanzo a cui lo scrittore lavorerà fino alla fine dei propri giorni. Questi stessi personaggi sono anche coloro a cui Michail delega il compito di criticare ferocemente il potere ma che gli ricordano incessantemente quanto lui stesso si sia reso complice di questo nella misura in cui, alla protesta palese e al sacrificio, ha preferito una vita asservita ai dogmi di Stalin. Ponzio Pilato, il Maestro e il poeta fallito Ivan Bezdominyj prendono corpo nella mente di Michail e come molteplici alter ego, si accusano tutti della stessa colpa: vigliaccheria.



2011/2012 – I GIGANTI DAI PIEDI D'ARGILLA
Elaborazione drammaturgica del Gruppo TRAdiM ispirata a I costruttori di imperi di Boris Vian.

Regia Francesca Contini
Con Fabio Brusadin, Fabio Cagliani, Selena Caporale,Claudio Corti, Andrea Ferrari, Francesco Freri, Alice Gerelli, Elio Magistrelli, Lucrezia Meroni, Giordano Minotti, Melissa Parrinello, Valentina Piemontese, Gabriele Rotondi, Lorenzo Sparacio, carolina Sterchele, Andrea Vabanesi.

In scena due famiglie del “ceto medio borghese” sono alle prese con un rumore misterioso, minaccioso e inquietante che, materializzandosi in modo intermittente, le costringe a scappare. È una fuga che si dirige verso l'alto; ogni volta che il rumore si manifesta i nostri salgono di un piano abbandonando il vecchio appartamento per occuparne uno nuovo sempre più modesto, con un numero di stanze inferiore a quello precedente. In ogni nuovo appartamento c'è, però, una costante: la presenza dello Schmurz, un essere che pare umano ricoperto di bende sanguinanti, malfermo sulle gambe, a volte prostrato ma, di fatto, indistruttibile. Lo Schmurz è l'unico a non temere il rumore, anzi, sembra essere un suo fedele alleato. Quasi tutti personaggi in scena fingono di non vederlo; in realtà sfogano le loro insoddisfazioni picchiandolo selvaggiamente e ripetutamente. Chi è o cos'è lo Schmurz? Il desiderio profondo che non abbiamo il coraggio di agire, l'angoscia della solitudine, la classe inferiore che avanza, la paura del diverso? Ogni interpretazione rimane per noi aperta anche alla possibilità che nello Schmurz possano incarnarsi i nostri fantasmi di oggi.

 
 
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