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CREDITS
Titolo Originale: Ultimo schiaffo
Regia: Matteo Oleotto
Attori: Massimiliano Motta, Adalgisa Manfrida, Giuseppe Battiston, Giovanni Ludeno
Sceneggiatura: Matteo Oleotto, Pierpaolo Piciarelli, Salvatore De Mola
Fotografia: Sandro Chessa
Montaggio: Giuseppe Trepiccione
Paese: ITALIA, SLOVENIA 2025
Produzione: Miha Cernec, David Cej, Matteo Oleotto, Jozko Rutar
Distribuzione: Tucker Film
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SINOSSI
C’è il Natale che tutti conosciamo, quello rassicurante, quello con il presepio, le lucine, l’abete, e poi c’è il Natale di Petra e Jure, decisamente lontano da ogni possibile forma di tepore. I due fratelli vivono sottozero, ci sono abituati, ma la gelida temperatura del paesello e dei suoi pochi abitanti comincia a essere un problema: esistono una via di fuga e un’ipotesi di futuro per una coppia di giovani e scalcagnati tuttofare di montagna? Soldi. Servono soldi. E la provvidenziale scomparsa del cane Marlowe, con relativa garanzia di “lauta ricompensa”, pare promettere meglio dei tanti espedienti quotidiani. Leciti e meno leciti…
NOTE DI REGIA: «Ultimo schiaffo è la storia di un gruppo di perdenti che tentano, ogni giorno, di restare a galla, cercando di vincere il proprio senso di inadeguatezza: vorrebbero tutti qualcosa in più dalla vita, sì, ma nessuno sembra avere la forza necessaria per riuscirci. O, almeno, per crederci a sufficienza. Ovviamente non è un caso che il film sia ambientato durante il periodo natalizio: come resistere alla tentazione di portare in scena un cortocircuito così ghiotto, cioè quello tra il calduccio rassicurante delle feste e la tristezza siberiana dei personaggi? Come resistere alla tentazione di trasformare una ballata di provincia, la mia seconda ballata di provincia dopo Zoran, in una vera e propria dark comedy? Ho girato Ultimo schiaffo pensando a Fargo dei Coen. Non tanto per le complessità narrative e per gli sviluppi polizieschi, quanto per il legame indissolubile tra i protagonisti e l’ambiente: da una parte la montagna americana del Minnesota e del Dakota, con la contea di Cass, dall’altra parte la montagna friulana, con il villaggio minerario di Cave del Predil. Neve, ghiaccio, piccoli e grandi crimini, la natura come antagonista: tutto quello che serve per trasportare gli spettatori altrove. Fuori dalle rotte consuete.» (Matteo Oleotto)
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